Credito svuotato da abbonamenti telefonici non richiesti: quello che c’è da sapere per evitare fregature

DiFrancesca De Cristofaro

Credito svuotato da abbonamenti telefonici non richiesti: quello che c’è da sapere per evitare fregature

Spesso ci ritroviamo con il credito telefonico prosciugato senza sapere il perché. Eppure, siamo sicuri di non aver ancora consumato l’importo dell’ultima ricarica effettuata.

Chissà quanti di voi si sono imbattuti in questo rompicapo apparentemente irrisolvibile: che fine ha fatto il mio credito residuo? Nella maggior parte dei casi, però, il mistero è presto sciolto ed ha un nome ben preciso: servizi in abbonamento (a pagamento) non richiesti, vale a dire attivati senza il nostro consenso.

Si tratta di una pratica commerciale scorretta messa in atto da moltissimi gestori telefonici che attivano, praticamente in automatico, servizi in abbonamento non richiesti dal cliente con conseguente azzeramento del loro credito.

Tutto inizia da un messaggio, uno di quelli inviati da numeri strani che sembrano preludere contenuti pubblicitari, e proprio per questo spesso non ci prendiamo neanche la briga di leggere. Ma l’amaro arriva dopo, con un altro messaggio, quello del nostro gestore telefonico che ci avvisa che abbiamo il credito in esaurimento. Ed è qui che ci accorgiamo che il primo messaggio, quello inviato dal numero strano, ci informava dell’attivazione di un servizio telefonico a pagamento, che costa in media dai 5 ai 9 euro a settimana. Naturalmente, scoperta la trappola, cerchiamo di disattivare immediatamente l’abbonamento, ma intanto il nostro credito ne risulta inesorabilmente scalato.

Come vengono attivati gli abbonamenti telefonici non richiesti

La scorrettezza commerciale sta proprio nelle modalità di attivazione di questi servizi. Basta infatti davvero poco per ritrovarsi appioppato un servizio a pagamento che non avevamo alcuna intenzione di ricevere. Nella maggior parte delle volte è sufficiente un click su un sito web poco sicuro o –addirittura- la mera apertura di una pagina pubblicitaria per vedersi attivato un servizio indesiderato. Ebbene si, non avete letto male: anche la semplice apertura di una pagina pubblicitaria può essere “fatale”, perché automaticamente –senza che il consumatore abbia alcuna possibilità di impedirlo- verrà fatto partire l’abbonamento e l’addebito sul credito residuo. I servizi attivabili sullo smartphone a nostra insaputa sono numerosissimi: si va dai giochi alla musica, dall’oroscopo quotidiano a suonerie e sfondi personalizzati.

Come bloccare l’attivazione dei servizi a pagamento e chiedere il rimborso

Fortunatamente, intercettato l’inganno, esiste il rimedio per risolverlo. Per disattivare l’abbonamento malaccetto, in alcuni casi è sufficiente contattare il numero indicato nel messaggio di attivazione e seguire le istruzioni della voce registrata per bloccare il servizio. Ma se questo non è possibile, bisognerà  contattare il Servizio Clienti del proprio gestore e chiedere la disattivazione del servizio.

Purtuttavia, anche se riuscissimo da soli a disattivare il servizio a pagamento non richiesto, lo stesso è utile contattare il Servizio Clienti del proprio gestore per richiedere il blocco preventivo dell’attivazione di tutti i servizi a pagamento. In tal modo, in sostanza, verrà bloccata ex ante la possibilità che il cliente riceva ulteriori spiacevoli sorprese come questa. Ma soprattutto, chi ha appena subìto tal genere di truffa può domandare al proprio operatore telefonico, entro 24 h dall’attivazione dell’abbonamento mai richiesto, il rimborso di quanto ingiustamente addebitato così da recuperare il credito sottratto.

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