Truffe sentimentali, è emergenza sociale: ecco il nuovo business del cybercrimine

DiFrancesca De Cristofaro

Truffe sentimentali, è emergenza sociale: ecco il nuovo business del cybercrimine

La vicenda kafkiana del finto matrimonio della showgirl Pamela Prati, ha acceso un faro su un fenomeno in preoccupante ascesa, quello degli inganni amorosi consumati via web. Le donne sono le principali vittime di questa squallida truffa, raggirate da malfattori che si fingono innamorati di bell’aspetto e grande fascino.

Dopo che il Prati gate (per chi nell’ultimo periodo fosse stato su Marte trattasi del folle caso del finto matrimonio di Pamela Prati con un fidanzato inesistente, il fantomatico Mark Caltagirone) continua a tener banco suscitando l’indignazione dell’opinione pubblica, è venuto alla luce un verminaio di raggiri e inganni diffuso capillarmente su vari strati della società.

L’enorme quantità di bugie dichiarate via etere dalle tre protagoniste dell’inchiesta mediatica più discussa dell’anno (Pamela Prati e le sue due agenti), non è solo il gossip pruriginoso di testate scandalistiche e tv trash. Le numerose segnalazioni che quotidianamente vengono alla luce –senza contare quelle che non conquistano la ribalta televisiva- rendono infatti l’idea di come le “romance scam” siano divenute un’emergenza sociale, che non di rado raggiunge le carte bollate dei tribunali.

Truffe sentimentali, come vengono realizzate

I meccanismi usati dal truffatore digitale per mietere vittime inconsapevoli sono molto simili, per questo è utile saper individuare sin da subito i segnali sintomatici dell’imbroglio. Con il furto di immagini reperite nel mare magnum della rete, vengono creati finti profili social di uomini affascinanti e facoltosi, spesso con un lavoro prestigioso svolto all’estero. Individuata la vittima –in genere una donna matura separata o vedova- si passa a un corteggiamento serrato dove non vengono mai lesinati complimenti, romanticismi, messaggi strappalacrime e tanti progetti sul futuro. Conquistata la fiducia della ignara vittima, che si illude di aver trovato in uno splendido 50enne l’amore della vita, scatta la truffa vera e propria con la prima richiesta di denaro. Le scuse per giustificare la richiesta di soldi sono molteplici e lasciano libero spazio alla fantasia: si passa dalle spese mediche per affrontare cure costose per gravi malattie al furto della carta di credito; dalla copertura di spese di viaggio per incontrare la “fidanzata” al pagamento di una cauzione per scongiurare la galera in un Paese estero. Nei casi più drammatici, la canaglia arriva perfino a minacciare il suicidio se non ottiene l’aiuto economico richiesto.

Truffe sentimentali, le regole d’oro per sottrarsi al raggiro

La prima regola resta sempre quella di interrompere ogni rapporto nel caso in cui si riceva una richiesta di denaro. Mai aprire il portafoglio né fornire il codice Iban o i dati della propria carta di credito a persone conosciute su internet, per nessun motivo. Osservare questa semplice regola di prudenza forse non sanerà le ferite di un cuore infranto, ma sicuramente proteggerà i vostri risparmi.

Inutile dire che bisogna diffidare di uomini che accampano mille scuse ogni volta che programmate di incontrarvi. Una vera storia d’amore non può essere alimentata da una bella foto o da galanterie in chat: “fidanzato” è una persona che si può guardare negli occhi, con la quale c’è una conoscenza reale non filtrata da social e mail. Un compagno deve potervi abbracciare e venirvi a prendere sotto casa, non certo ammaliarvi da dietro lo schermo di uno smartphone! Cautela, quindi, impone di sospettare sempre di persone che in poco tempo (e senza avervi mai conosciuto da vicino) sviluppano un amore esclusivo e travolgente.

Per smascherare eventuali tentativi di truffa, può inoltre essere utile fare una ricerca su Google per verificare se il bel tenebroso con cui chattate non abbia in realtà rubato l’identità a qualcun altro. Infine, ultimo consiglio che ci sentiamo di suggerirvi: se volete usare una piattaforma online d’incontri, rivolgetevi soltanto a siti sicuri e affidabili.

Se invece, incuranti delle accortezze sopra indicate, siete già cadute nella trappola dell’impostore digitale, non esitate a sporgere denuncia alla polizia postale. Non abbiate timore a farlo: di casi come questi se ne registrano a centinaia ogni giorno.

 

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