Il Coordinamento dei Comitati No Triv del Val di Noto ha incontrato i Sindaci della zona sud e montana

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Il Coordinamento dei Comitati No Triv del Val di Noto ha incontrato i Sindaci della zona sud e montana

Il Coordinamento dei Comitati No Triv del Val di Noto ha incontrato i Sindaci dei Comuni di Noto, Rosolini, Modica, Ispica, Scicli e Palazzolo Acreide.

Nel corso di questi incontri si è avvalso della grande esperienza del prof. Enzo Di Salvatore, costituzionalista, esperto di diritto ambientale, delle problematiche energetiche ed estensore dei referendum sulle trivellazioni di idrocarburi.

I Sindaci sono  stati  invitati a presentare i ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale per impedire che, dopo i rilievi geofisici  già autorizzati dal decreto n° 304/gab del 5 luglio 2019 dell’ Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, si passi alle fasi successive e cioè alla prevista ricerca di idrocarburi, ciò  in profonda antitesi con un territorio dove è già realizzato un vigoroso modello economico fondato su agricoltura biologica e di qualità, su importanti flussi turistici ormai non solo stagionali  e su eventi culturali, musicali, teatrali, artistici e  letterari di grande spessore.

Parallelamente è stata evidenziata alle Istituzioni Comunali, l’opportunità di far fronte comune per far sì che il Piano per la transizione energetica sostenibile,  attualmente in fase di elaborazione,  sia esaminato, in sede di Conferenza Unificata,  con tutte le Regioni italiane e con gli Enti locali e ciò al fine di mettere ordine alla materia.

Inoltre poiché l’art. 11-ter della legge n. 12 del 2019, di conversione del decreto-legge “semplificazioni”, sospende per 18 mesi tutti i permessi di ricerca vigenti, i procedimenti già avviati per il rilascio dei permessi e anche i procedimenti di valutazione ambientale a questi collegati, diventa ampiamente giustificata, per  evitare disparità di trattamento tra una Regione l’altra,  la sospensione dei titoli anche per la Regione Siciliana.

Infine, per consolidare l’assunto proposto,  poiché il Piano sulla transizione energetica sostenibile suddetto troverà applicazione su tutto il territorio nazionale (così espressamente l’art. 11-ter, comma 1) e, pertanto, riguarderà anche la Sicilia, diventa giocoforza scontato ritenere che anche in  Sicilia  si sospendano le attività in attesa che venga varato il Piano in modo da  non pregiudicare talune aree del territorio nazionale.

Ciò darebbe a tutti (comprese le società petrolifere) certezza del diritto evitando, appunto, futuro incerto, assegnerebbe regole uniche per tutti i territori, che rappresentano valore aggiunto in economia di scala, come ampiamente dimostrato dagli analisti del Centro di Monitoraggio dell’ONU  e dagli studi economici di altri prestigiosi Istituti Universitari.

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