3 DICEMBRE “GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITA’”

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3 DICEMBRE “GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITA’”

La Giornata internazionale delle persone con disabilità è stata proclamata nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili. La stessa Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantirne loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. Ma Catania , grazie all’atavica cecità dimostrata dalle Istituzioni, rimane un vera e propria barriera architettonica estesa per tutto il perimetro urbano della città limitando di molto il diritto dei diversamente abili di poter vivere liberamente e senza ostacoli la città.
Ciò ad iniziare dai marciapiedi e i segnali pedonali spesso non utilizzabili (o inesistenti) non solo da chi ha problemi di disabilità e ancor peggio per chi si muove in carrozzina ma pure per gli stessi cittadini pedoni che giornalmente rischiano di essere travolti costretti ad attraversare le strade senza alcuna protezione e quando le aree totalmente pedonali sono del tutto assenti e le ZTL (via Etnea, Duomo, piazza Università e Teatro Massimo, via Dusmet e così via) sono invase giornalmente impunentemente da migliaia di mezzi.
Tra le barriere architettoniche invalicabili e non usufruibili 360 giorni l’anno vi sono gli edifici di tutte le Istituzioni e non e i mezzi di servizio pubblico che costringono i diversamente abili a restare chiusi a casa. Una per tutti è l’assenza o la non funzionalità di ascensori e scale mobili per diversamente abili e per chiunque abbia problemi anche temporanei di deambulazioni in una serie di fermate della Metropolitana di Catania.
Eppure (afferma Alfio Lisi portavoce Free Green Sicilia) sono trascorsi oltre vent’anni dall’inaugurazione della metropolitana (era il 1999) e da allora si sono susseguiti diversi Sindaci di ogni schieramento politico ma la Metropolitana continua a restare di fatto una barriera architettonica ed una vera e propria trappola per tutti i disabili, in carrozzina e senza, che sconoscono tale incivile ed illegale aspetto. Essi infatti rischiano di restare intrappolati in quanto da sempre non sono funzionanti gli ascensori, anche se sono state realizzate le trombe per essere installati, proprio nelle prime stazioni inaugurate nel 1999: Borgo, Corso delle Province/via Giuffrida, Corso Italia/viale Vitt. Veneto e viale Ionio/piazza Galatea. Ma la stessa fermata di piazza Stesicoro ha solo un ascensore attivo e la fermata del Porto resta chiusa da tempo. A ciò dobbiamo aggiungere le difficoltà che i disabili hanno nel raggiungere con sicurezza le fermate di San Nullo e Nesima in quanto poste sui marciapiedi della circonvallazione.
A nulla fino ad oggi sarebbero serviti i nostri esposti (sostiene Lisi) agli organi istituzionali: amministrativi, politici e giurisdizionali per rendere utilizzabili gli ascensori che non esistono.
Eppure la legge sulle barriere architettoniche obbligherebbero tra l’altro i Comuni a prevedere per le Metropolitane uscite sicure per i disabili e per coloro che si muovono con le carrozzine nel rispetto, tra l’altro, dell’art. della legge 41/86 che così recita:”Non possono essere approvati progetti di costruzione o ristrutturazione di opere pubbliche che non siano conformi alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, in materia di superamento delle barriere architettoniche. Non possono altresì essere erogati dallo Stato o da altri enti pubblici contributi o agevolazioni per la realizzazione di progetti in contrasto con le norme di cui al medesimo decreto”.
Tale vergognoso aspetto dimostra come Catania sia molto distante dall’eliminazione delle barriere architettoniche in ogni parte della città, calpestando in tal modo il sacro diritto di cittadinanza dei diversamente abili, ma anche degli anziani, gli invalidi temporanei le donne incinte e con bambini al seguito in carrozzine, rendendo invivibile e ad alto rischio la sicurezza dei cittadini in questa città.

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