Medaglie d’onore ai figli dei Signori Corrado Figura e Saverio Giovanni Di Carlo, militari deportati in Germania

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Medaglie d’onore ai figli dei Signori Corrado Figura e Saverio Giovanni Di Carlo, militari deportati in Germania

Per non dimenticare quanto accaduto nei campi di concentramento e sterminio della “razza ebrea”. Nelle scuole di Noto e Augusta il progetto di Prefettura, Ufficio scolastico, Consulta degli studenti e Assostampa di Siracusa, in occasione della Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio, hanno avviato celebrazioni ed attività in merito.Negli  istituti “Matteo Raeli” di Noto e “Megara” di Augusta – alla presenza dei Sindaci delle due città, dei vertici delle Forze di polizia e della Capitaneria di Porto – la giornata si è aperta con la consegna delle medaglie d’onore ai figli dei Signori Corrado Figura e Saverio Giovanni Di Carlo, militari deportati in Germania per essersi opposti alla deriva razzista che ha segnato la pagina più tragica del ‘900: la Shoah.

 

            A consegnare l’importante riconoscimento, concesso dal Presidente della Repubblica, sono stati Alice Trigila e Giulio Traina, alunni delle due scuole e componenti della Consulta provinciale degli studenti, che hanno presentato il progetto condiviso con la Prefettura, l’Ufficio scolastico provinciale e Assostampa di Siracusa, definendolo un’occasione  ” non per raccontare e raccontarci solamente ciò che è successo ma avvicinarlo, confrontarlo con ciò che viviamo ogni giorno ” (per l’intervento integrale (vedi link).
 Un approccio quasi caleidoscopico, favorito dall’alternarsi degli interventi di rappresentanti delle Istituzioni e degli studenti che hanno provato a fare luce sui protagonisti di quegli anni terribili per l’umanità, soffermandosi sulle testimonianze dei sopravvissuti ma anche sugli esempi di grande solidarietà e umanità di tanti italiani, molti dei quali già riconosciuti Giusti tra le Nazioni .
Il dr. Giuseppe Arena ed il dr. Guglielmo La Magna della Polizia di Stato, per esempio, hanno delineato la figura di Giovanni Palatucci, il giovane Commissario campano inviato a Fiume per “punizione” e che da, Questore reggente con la responsabilità dell’Ufficio stranieri, avrebbe dovuto contrastare la fuga degli ebrei e, invece, offrì loro assistenza e aiuto, concedendo loro permessi provvisori di soggiorno, nascondendoli presso famiglie e comunità religiose sicure. Nel settembre del 1944 venne tratto in arresto dai tedeschi delle SS ed internato nel campo di concentramento di Dachau, dove morirà il 10 febbraio 1945, all’età di 36 anni.
Il Ten. Col. Marco Piras dell’Arma dei Carabinieri ha ricordato come, in seguito all’armistizio del 8 settembre 1943, le Forze Armate italiane si trovarono in una difficilissima situazione, perché prive di precisi obiettivi e di una chiara catena di comando, con l’invasore tedesco che s’impadroniva di gran parte del territorio, con l’intento di contrastare l’avanzata alleata che proveniva da Sud e si accaniva contro i nostri soldati.
In tale situazione molti militari dell’Arma trovarono il modo, a loro solo rischio e pericolo, di aiutare i più deboli ed, in particolare, molti ebrei a sfuggire alle persecuzioni. Fu un’opera encomiabile, fatta di piccoli, grandi gesti di portata locale, ma determinante per salvare tante vite. Grazie alle testimonianze dei sopravvissuti, anche i marescialli Giacomo Avenia, Osman Carugno, Carlo Ravera e Enrico Sibona, tutti in servizio nelle province del nord Italia occupate dai nazisti, sono stati inseriti tra i Giusti tra le Nazioni . Insieme a loro, il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, oggi Servo di Dio , eroe ed esempio di altruismo, che non esitò a dare la propria vita per salvare quella di 22 persone.
I capitani Giulia Facciorusso ed Andrea Sotgiu della Guardia di Finanza hanno narrato l’avvincente atto eroico del Cap. Leonardo Marinelli (allora Comandante della Compagnia di Madonna di Tirano) e dei suoi finanzieri che dopo l’armistizio del 1943 misero a disposizione dei circa 300 ebrei slavi internati ad Aprica le loro specifiche competenze di alpinisti e polizia di frontiera, per condurre i fuggitivi attraverso le impervie “vie dei contrabbandieri” situate fino a 1.800 metri di altitudine sulle Alpi Orobie, consentendo loro di trovare la salvezza nei vicini territorio elvetici.
Appassionante valore aggiunto agli incontri è stato dato dalle trasposizioni visive, testuali,  musicali e teatrali degli studenti del “Matteo Raeli” e del “Megara” che hanno di quella tragedia reso tangibile ai presenti il dolore ma anche la fiducia per un’umanità in grado di prevalere sul male, purché resti vigile e mai silente.
A conclusione, il Prefetto, dott.ssa Giusi Scaduto, ha rivolto un sentito ringraziamento, per la convinta adesione al percorso avviato oggi e che proseguirà fino al 2 giugno, alla prof.ssa Marinella Rubera rappresentante dell’Ufficio scolastico provinciale, ai componenti della Consulta provinciale degli studenti, ai dirigenti scolastici, prof. Concetto Veneziano Raeli e prof. Renato Santoro, al Questore, dott.ssa Gabriella Ioppolo, al Comandante provinciale dei Carabinieri, Col. Giovanni Tamborrino, al Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Col. Luca De Simone, al segretario di Assostampa Siracusa, dott. Prospero Dente.
Perché , ha precisato, la prevaricazione dell’uomo sull’uomo in qualunque luogo e tempo si manifesti non deve diventare solo una riga in un libro di storia né le coscienze di nuovo essere sedotte ed oscurate, secondo il timore espresso dalla senatrice Liliana Segre. Perciò, coltivare la memoria é un atto d’amore di ogni generazione verso quelle che seguiranno, il preciso dovere morale di ciascuno affinché si rafforzino gli strumenti di difesa di ogni singola vita, della comunità e dei suoi valori.

 

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